ART

While a face is sketched


Out on a White paper, pencil flowes fastly, to run after and rejoin to the figure the hair thread interrupted on the forehead, the ruffled curl on the face, miracle of an able hand, which outlines a face still to define but just a bit sketched.

Anxiety assails you and the decoration of a simple dress becomes a very precious lace which delineates a girl's face and shows it delightfully adorned with Laces and cloths which hide intentionally, the pale fleshy pink of a Young maid in the blossom of her years.

In your special plot of games, lights and shadows you give to your hungry users a primary autobiographic factor, based on networks which builds drawings and studies of faces and characters who appear with wit and curiosity from your works, leaving in the curious readre the trace of an angel face but really they transmit hidden news to the most of us.

Don't forget the whirling dervishes, never slaves of a king but master of their destiny who have been eternalized fixed from reality, in dance movements, not fulfilled in the earthly life but spiritual.

In the stylised figures and not, the silence of the soul shiles through, as to remove the brutality of a life always hanged in balance, which doesn't leave enough space for a hint of smile, while the wind whispers love words to the dwarf olive tree, that answers face to face "I'll be stronger than you".

Through a window, that suspended tango, maybe a challenge or a never blossomed love, ready to be cut off, with a mellifluous "I don't like you" as a tear, which doesn't drop, but taps on the face as an off-key jingle bell.

The "impressed pearls" in a shell of an ancient oyster floundering to be detached from the deep nacreous bed, without success, their distress wrinkles on their skin...


Anna Sciacovelli, journalist and art critic

Mentre si tratteggia un volto

 

Sul foglio bianco, la matita scorre veloce, per rincorrere e ricongiungere alla figura il filo dei capelli interrotto sulla fronte, si ripiana il ricciolo scomposto sul volto, miracolo di una mano esperta, che tratteggia un viso ancora da definire ma solo abbozzato da poco.

L’ansia ti assale e l’ornamento di un semplice abito diventa preziosissimo merletto, che circoscrive un volto di una ragazza e lo mostra piacevolmente ornato da trine e tessuti, che celano volutamente, il diafano incarnato di una giovinetta nel fiore degli anni.

Nel tuo singolare intreccio, di giochi, linee e ombre, doni ai famelici fruitori, un primario dato autobiografico, basato sui reticoli, che costituisce disegni e studi di volti e personaggi che si affacciano con arguzia e curiosità dalle tue opere, lasciando nel curioso lettore la parvenza di volti angelici ma in realtà trasmettono notizie nascoste ai più.

Da non scordare le giravolte dei dervisci danzatori, mai schiavi di un re ma padroni del proprio destino, che sono stati immortalati fermi dalla realtà, nei movimenti della danza, non effettuata nella vita terrena ma spirituale.

Nelle figure stilizzate e non, il silenzio dell’anima traspare, quasi a rilevare l’asprezza di una vita vissuta sempre in bilico, che non lascia spazio a un cenno di sorriso, mentre il vento sussurra parole d’amore all’ulivo nano, che risponde a sfida a sfida "Sarò più forte di te".

Attraverso una finestra, quel tango sospeso, una sfida forse o un amore mai sbocciato, pronto a essere troncato, da un mellifluo "Tu non mi piaci" come una lacrima, che non scende, ma batte sul viso come campanellino stonato.

Le "perle fermate" in un guscio di antica ostrica, che si dibattono, per essere staccate dal fondo madreperlaceo dell’alveo, senza riuscirci, il loro cruccio si aggrinza sulla loro pelle …


Anna Sciacovelli, giornalista e critico d'arte



Studi e Disegni


Dipinti

"Diversità è anche sentirsi diverso". 40x100. Tecnica mista.
Vincitore del I PREMIO al Concorso "Le nostre diversità", Santeramo in Colle, 15.05.2011.

Il lavoro rappresenta un aspetto della diversità che, come precisa il titolo, è direttamente correlata al "sentirsi diverso".
La sagoma di un uomo, realizzata con i tasselli di moaico proprio a sottolineare quanto una persona possa essere "framm...entata", rappresenta ciascuno di noi: ecco perché i tasselli sono a specchio.
La figura è posta nel mezzo di una notte in cui le stelle fungono da punti di riferimento; dall'alto piovono occhi uno diverso dall'altro, labirintici e unici come labirintici e unici sono gli sguardi delle persone che ci guardano.
Gli occhi sembrano puntare tutti verso l'uomo "diverso" che però non si accorge, dal canto suo, che gli occhi non guardano tutti lui.

Trittico "Finestra di casa". Tecnica mista. 50x40-40x30-30x30.
Il "cardine" di sinistra della finestra stilizzata è intitolato "Il ritorno", quello in alto a destra "La nostalgia".

Mille violini suonati dal vento. 40x60. Tecnica mista.

"La vita". Acrilico. 50x70.

"Accatastata per il fuoco

la fascina

comincia a germogliare".

Bancho

"Ulisse". Acrilico. 50x50.
Esposto presso il Castello Acquaviva d'Aragona di Conversano (BA) dal 2 al 12 luglio 2011.
La scritta riporta il primo verso originale dell'Odissea.

"Tramonto giocoso". Acrilico. 40x40.

"Notte sul mar Baltico". Acrilico. 30x24.

"Me gusta cuando callas". Tecnica mista. 40x30.

Sono trascritti alcuni versi della poesia di Pablo Neruda "Mi piaci quando taci":

Mi piaci quando taci perché sei come assente,...
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

"Il sole non è un'abitudine". Tecnica mista. 50x70.

"Mia". Tecnica Mista. 30x40.

Tela dipinta su commissione a partire da un componimento personale e con piccoli riferimenti nascosti alle persone in oggetto.

"Com'è l'albero così è il frutto". Acrilico e inchiostro di china. 70x50.

Se una pianta ha le sue radici nei sogni (parte azzurra), produce semi colorati di creatività.


Dittico "La famiglia". Tecnica mista. Tele da 60x50 ciascuna.


Fotopittura

"Liberty or The One Way of Times". Acrilico.

Dipinto su tela stampata, 50x50.

"Rinascita". Inchiostro di china e polvere di vetro su tela fotografica. Foto "Flora Maia" di Heather Johnston 2010. 57x57.

Mostra "Bari [POP]olare". Le foto della città di Bari scattate da Guido Cauli e dipinte da Pitian.

 

Nella sala espositiva del Fortino, una mostra diversa di foto. Foto, magistralmente scattate dal fotografo Guido Cauli, riprese e ritoccate dalle mani esperte dell’artista che hanno avvalorato gli scatti e sono diventati quadri, cioè fotopittura.

 

Fuori dai canoni dei pittori e dalle solite tele, la fantasia di Pitian Arte, alias Tiziana Piscitelli, trova spazio e va oltre, producendo dalle semplici foto, un’altra arte, denominata fotopittura, l’artista consegna ai fruitori della mostra, una nuova e sconosciuta città di Bari vista con occhi e colori diversi. Lo scatto di una foto, che ritrae un volto, una figura, un arco, una Basilica, una strada, nel tempo perde valore divenendo anonima, spesso ci si chiede chi ha dato i natali a quella foto bellissima scattata in un attimo che fugge verso l’eternità.

 

L’artista Pitian in questo campo lavora sempre più nella direzione di un’arte interattiva e relazionale superando a piè pari la fase della rappresentazione sul piano.

 

Tiziana Anna Piscitelli, con la riscoperta dello spazio e dell’interazione con il pubblico, riesce a sviscerare e sviluppare i progetti sulle foto d’interventi urbani attraverso particelle cromatiche di luce. La fotografia diventa di conseguenza, sempre più uno strumento di ricerca, di documentazione, altre volte anche di gioco sino a rendersi concreto in un’opera a sé stante.

 

Il compito dell’ "anonimo" fotografo, che ha fermato sulla pellicola la luce, gli angoli bui, un viso in lacrime, un volto sconvolto dal dolore, ha terminato il proprio lavoro.

 

Per un artista invece che riprende tra le mani le foto, dando loro una nuova vita da tramandare ai posteri mettendo in gioco la propria fantasia, l’estro, l’amore per l’arte e il proprio talento, il compito si fa più difficile attento e prezioso, affinché il tutto, divenga" Arte Pura".

 

La mostra a mio avviso, intende offrire ai visitatori una selezione di alcuni luoghi conosciuti cioè "POPOLARI" rivisitati, evidenziati e rivalutati attraverso i colori e la fantasia dell’artista fotografo. L’artista ci conduce per mano attraverso i vicoli che dal Castello Svevo, portano a due dei grandi salotti della nostra città Bari, la Cattedrale, la Basilica di San Nicola. Una ragnatela di stradine e di corti lungo il percorso, che si snoda riannodandosi poi, nei punti focali della nostra città corti, strade e stradine a noi conosciute e no.

 

Attraverso questo percorso, l’artista si sofferma con particolare attenzione su alcuni edifici che nella scelta rispondono bene alla ricerca prefissata, alcuni esempi: l’Arco della meraviglia, la Basilica di San Nicola e la Cattedrale. L’artista Pitian, traccia dei segni particolari e, come nella Pop Art, rivisita a suo modo, strade, edifici, archi, dando "folclore urbano", spazzando con la luminosità dei colori, il grigiore della quotidianità in questo delicato momento storico di crisi a livello mondiale.

 

La particolarità di questa mostra mette in luce che una strada si può percorrerla ogni giorno, una Basilica visitarla spesso ma non riescono a parlare al cuore di nessuno, perché anonime e senza colore, quindi incapaci di esprimere le proprie attrattive e bellezze esteriori.

 

All’artista, basta ritoccare la foto con i colori un filo, un segno, anche una virgola al posto giusto, per far emergere angoli nascosti e particolarità mai viste prime.

 

Anna Sciacovelli, giornalista e critico d'arte